Missione Cormolina

Ci sono vari modi di interpretare l’hike&fly.

Puoi farti un scarpinata presso il decollo di casa per poi fare un volo di Cross Country memorabile, partecipare ad una gara, salire in compagnia per planare “nell’olio” delle ore serali, provare l’emozione di volare da nuovi decolli e tanti altri.

Questa di cui scriviamo oggi è la modalità (cit.) “Pensata e Fatta”.
Si potrebbe dire anche avventura, memorabile, formato mordi e fuggi!

Provate a pensare a cosa potreste fare nell’intervallo di tempo che va dalle 16:30 di un martedì di primavera alle 8:30 del giorno dopo.

E’ martedì 15 maggio 2018.

Sul gruppo whatsapp dei “piltos montanus” John scrive testualmente:
“Domani sera mercoledì 16. Serata con pernotto in casera Lovinzola. Decollo con le prime luci dell’alba dalla Cima Cormolina. Pradeis”

Caspita!

Sono le 12:00 e il tempo per decidere è poco e ancor meno per organizzarsi considerato che:

-non ho esperienze di pernotto in Casera
-hike qualcosina
-fly poco

Cormolina e Lovinzola, dove si trovano? E il dislivello? Nessun problema.
Prima delle 13:00 Paolo conferma la sua presenza ed io lo faccio a ruota.
Che cosa ho fatto? Ce la farò? Sono sicuro?  E il decollo?
Boh… non saranno cose impossibili.

Una cosa è certa: sono super carico ed emozionato.

Verso sera, sempre nel gruppo whatsapp arrivano i dettagli cartografici del giro e si aggiungono le previsioni meteo non troppo rassicuranti. Ok… se tutto va bene, sono nella merda: 1500 D+ in totale con rischio di rientrare a piedi, anziché volando, causa pioggia.

 

Resto comunque in pista e il giorno dopo, verso le 18:30, partiamo per la casera Lovinzola.

Il primo tratto procede in un sottobosco umido e un po’ scivoloso. In vari punti dobbiamo scavalcare alberi caduti.
Ci concediamo anche un breve, ma intenso, taglio fuori sentiero dove John ci aiuta a superare un passaggio da fare con più attenzione. Presto siamo di nuovo sul tracciato che sale deciso e non molla mai!

Vedo John e Paolo sempre più lontani. Scorgo ancora le loro luci frontali, mi rassicuro.

Sono sempre più stanco. La mia diventa un marcia dove l’importante è non fermarsi. Le poche volte che guardo l’altimetro, mi pento di averlo fatto. In qualche modo riesco a continuare e non mi perdo d’animo. Penso al volo del giorno dopo. Bevo spesso e mangio una barretta nella speranza che le gambe non mollino completamente. Ad un certo punto, sul sentiero ben segnato, sono da solo. Vedo degli occhietti che mi guardano nel buio, continuo più veloce che posso e non mi volto indietro.

Nel frattempo ha iniziato a piovere. Non ci voleva. Mi metto il poncho (comprato, in emergenza, il giorno prima): a malapena riesce a coprire lo zaino.
Oramai sono un treno a vapore, scaldo all’inverosimile e il mio respiro incrocia il fascio della torcia frontale impedendomi di vedere il chiaramente il sentiero e, cosa più importante, le marche rassicuranti del CAI.

Mantengo la calma anche quando comincio ad avere dei crampi ad una gamba: mancano ancora 300 metri di dislivello e, anche senza questa ulteriore “disgrazia”, posso dire di essere arrivato fisicamente al capolinea.
In qualche modo continuo a camminare passando la casera Lovinzola Bassa – che bello sarebbe stato fermarsi li!! – e dopo poco incontro Paolo che mi aspetta. John ha proseguito  per accendere il fuoco prima del nostro arrivo in casera.

Durante gli ultimi metri non penso più a nulla, cerco solo di guardare avanti e spero di scorgere la casera. Il momento arriva.

Entrati, troviamo John intento ad accendere il fuoco e preparare la cena.
Ho la faccia di uno che, effettivamente, non è molto presente.
Inizio a togliermi i vestiti strafondi di sudore e a sistemare le mie cose. Mi accordo di non aver portato le mutande di ricambio: si! Dopo una camminata del genere  devi ricordarti di portare le mutande asciutte. Poco male, ne faccio a meno.

Arriva il momento dei festeggiamenti. Gran felicità. Mi bevo mezzo bicchiere di prosecco. Da questo punto, per me, la serata è finita. Stomaco bloccato e letto.
John e Paolo, li sento: alcol in abbondanza e festeggiano alla grande!! Buon per loro, mi rifarò la prossima!

Intanto le ore passano e non dormo un granchè. Sento la pioggia battente e penso, con timore, ad un ipotetico rientro a piedi… l’idea non mi esalta per nulla, mi preoccupa!

La sveglia è prevista per le 4:00 e, poco prima, sta ancora piovendo.
Suonano i cellulari, qualche minuto dopo, siamo fuori dalla casera. La gioia è grande e urliamo per la felicità! Il cielo è stellato e ci separa solo un’ora di cammino dalla cima Cormolina. John c’ha visto lungo!

 

Nonostante lo sforzo della sera precedente, le gambe rispondono bene, questo ultimo tratto lo percorro piano, ma senza problemi.

 

Oramai sono in cima e mi faccio accompagnare da “Shine on you crazy diamond” e mi godo il momento mistico. Il panorama che mi si presenta è unico. Il sole sta per sorgere e ci concediamo qualche foto ricordo immersi nella luce unica dell’alba. Silenzio.

 

C’è pochissimo vento da Nord. John parte per primo e, con la veletta, fa una gran corsa.

 

Decollo qualche minuto dopo e segue Paolo.

Ci sono, sono lassù. La planata più bella della mia vita. Una liberazione. Il momento che fa sparire tutto dalla mente e che è frutto condensato di fatica, allenamento, incontri positivi e scelte.

 

Mentre scendiamo, il sole stupendo ci illumina e qualche nuvoletta ci passa sotto ai piedi. Riesco a planare verso Lauco e mi avvicino di molto alla cascata che sgorga dalla parete esposta a sud.

 

Presto, siamo tutti in atterraggio e, come si dice, “ci ride anche il cul”!

Ringrazio John per averci portato lassù!

Alle 6:30 abbiamo già fatto colazione e riesco, magicamente, a timbrare il cartellino alle 8:25.
Mi aspetta una giornata come tante altre ed un futuro leggermente diverso.

 

 

(Download traccia GPX di mercoledì)

(Download traccia GPX di giovedì)

Nicola Pussini

Difficoltà decollo H&F

Difficolta' 1
Legenda difficoltà »

Possibili decolli

Cima Cormolina in tutte le direzioni

Possibili atterraggi

Prati situati tra Villa Santina e Invillino

Parcheggio

Via Col di Zuca

Quota minima: 306mt
Quota massima: 1834mt

Sentiero CAI 806 da Invillino. Prestare attenzione alla prima parte dove, a causa di diversi alberi caduti, è possibile perdere temporaneamente il tracciato.

Coordinate decollo: 46.3696, 12.9168
Coordinate atterraggio: 46.4062, 12.9268

A proposito delle informazioni tecniche di questo articolo.. leggi il disclaimer!

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