Tutto ha inizio per caso durante una veloce salita al Monte Piciat insieme all’amico Giova. Durante il percorso ci siamo imbattuti in un piccolo gruppo di stavoli pieno di cisterne per l’acqua e mentre lo si stava visitando, ci siamo accorti di uno spiazzo che avrebbe potuto essere adatto al decollo con il parapendio. Questo piccolo prato è probabilmente stato creato alcuni anni prima dai vigili del fuoco allo scopo di limitare un incendio che ha interessato la montagna sottostante.
Dopo questa scoperta casuale, decido di tornarci per sistemare il sentiero ed il decollo, quindi mi reco ad Alesso attrezzato di seghetto e roncola. La giornata è nuvolosa, ma come sempre mi capita salgo convinto di riuscire a fare un bel volo con la vela grande. Scoprirò di aver fatto un errore e sarebbe stata più indicata la piccola e più facile vela da montagna.
Salgo molto lentamente il ripido sentiero visto che ci sono una infinità di rami da spostare e da tagliare. Arrivo agli Stavoli Palis ed inizio a sgomberare il prato di decollo dai molti tronchi e rami presenti e mi rendo conto di due cose; il vento è quasi nullo, al traverso di 45° e poi lo spazio fra gli alberi è decisamente al limite per un decollo in assenza di vento. Direi perfetto per continuare la mia serie di incontri ravvicinati con le piante!
Sono da ore che sto lavorando e di scendere a piedi, come sarebbe giusto fare, proprio non ne ho voglia e apro la vela più in alto possibile per cercare di sfruttare al massimo la lunghezza del prato. Una, due, tre false e la vela cade sempre nello stesso punto, sopra alcuni rami secchi.
Penso che dovrei proprio chiudere la vela e scende a piedi, ma faccio un ultimo e disperato tentativo. Apro per bene la vela, aspetto un alito di vento e traziono con grande energia le bretelle delle A. La vela sale immediatamente ed inizio a correre. Riesco a correggere l’inevitabile scarroccio dato dal vento al traverso e continuo a correre verso il mio destino. Sono tremendamente vicino ai rami degli alberi alla mia sinistra e già immagino il rumore della vela che si impiglia nei rami. Spero di non restare appeso visto che le conseguenze non potrebbero essere del tutto positive, ma tutto va liscio e, non appena in aria libera, lancio un urlo fortissimo che mi scarica di tutta la tensione. Stavolta è andata bene, anzi benissimo.
I lavori sono poi continuati in altre tre uscite ed ora il passaggio fra gli alberi è migliorato, comunque è si un bel decollo, abbastanza facilmente raggiungibile, in zona di forti ascendenze e perfetto per il vento pomeridiano, ma è consigliabile solo nelle belle giornate dove il vento di brezza arriva frontale e stacca la vela immediatamente dal terreno. Con poco vento, o al traverso, resta un decollo tecnico e con una certa probabilità di infrascamento. Uomo avvisato, mezzo salvato!
Stavoli Palis
Difficoltà decollo H&FPossibili decolliPiccolo prato in località Stavoli Palis.
Possibili atterraggiNei pressi di Alesso ci sono parecchi prati o possibili atterraggi disponibili. Sono atterrato vicino ad un campo da calcetto, prati in fiano autostrada, vicino al cimitero, greto del torrente Palar, lago di Cavazzo. Insomma si può atterrare ovunque.
ParcheggioDiversi parcheggi disponibili ad Alesso. Nel periodo estivo molti sono a pagamento.
Quota minima: 190mt
Quota massima: 840mtIl sentiero più diretto parte da località Cjalcor, si guada il Rio Nembrinette e si devia subito a sinistra per un ripido sentiero. A quota 480 tenere ancora la sinistra e dopo aver superato una zona di bosco bruciata, si raggiunge un incrocio proprio in località Stavoli Palis. Sono sentieri abbandonati da tanti anni, ma ancora utilizzati da cacciatori e da qualche escursionista.
Coordinate decollo: 46.3331, 13.0463
Coordinate atterraggio: 46.3177, 13.0591A proposito delle informazioni tecniche di questo articolo.. leggi il disclaimer!

