Di Sogni, Nuvole e Guglie: Un Viaggio al Bivacco Gervasutti – Dolomiti Friulane

 

“L’avventura inizia con l’immaginazione, con il sogno che si fa strada dentro di noi molto prima che si metta piede fuori di casa. […] Comincia già da quando a casa ci si immagina la salita, l’itinerario, il paesaggio da scoprire. Il sogno è la scintilla che accende la voglia di partire.”

Il sogno. 

Ho sempre ammirato Walter Bonatti; di tante riflessioni profonde, ce n’è una che ultimamente mi risuona sempre più spesso; forse perché crescendo si tende a smettere di sognare, forse il tempo a disposizione per andare “a caccia dell’inutile” viene rimpiazzato da burocratiche responsabilità; si tratti di alpinismo, aria, o chessivoglia:

È questa l’essenza, lo stimolo per ovviare alla routine e cercare il proprio spazio di azione. Perché è sempre comodo crearsi una routine, più facile ed efficiente, anche sulle attività che dovrebbero proprio aiutarci ad uscire dalla stessa…

Nasce così l’idea di andare in esplorazione nelle montagne più selvagge del territorio friulano: le Dolomiti d’Oltrepiave. Questa catena sembra essere lì apposta per stimolare il sogno: valli strette con dislivelli inclementi che si aprono a dismisura, solo dopo aver guadagnato quota, faticosamente.

Terreni impervi e difficili che culminano in luoghi che sembrano essere relegati nei libri delle favole.

Creste aggettanti che fanno spazio a un vuoto sospeso.

Guglie e campanili che svettano imponenti, gendarmi e custodi di un silenzio sacro.

Proprio il desiderio di risentire queste sensazioni mi spinge alla caccia di un decollo nel cuore del Parco Naturale delle Dolomiti Friulane: memore delle splendide vallate nella zona compresa tra Cima dei Preti e Spalti di Toro, incontrate dopo un pernottamento in Casera Laghet de Sora, l’idea è proprio quella di andare in esplorazione su questi terreni non abbastanza conosciuti.

 

GEMONA DEL FRIULI, 25 ottobre, con Stefano e Susi; Daniele ci raggiungerà a Montereale. Ci lasciamo dietro un banco di nubi che oscurano il sole: imboccata la Valcellina il meteo è da favola! Chi ben cominica… 

Lasciata l’auto a Pian Fontana (959 m slm), valutiamo come potenziale atterraggio il parcheggio, stretto e lungo; nel greto del Cimoliana i sassi non sono esattamente come nel (medio corso del) Tagliamento: vorremmo che le nostre caviglie tornassero a casa assieme a noi!

Decretato comunque che il parcheggio sia sufficientemente atterrabile, montiamo la manica a vento portatile di Stefano (super!) e ci immergiamo nel sentiero che porta all’imbocco della valle di Santa Maria. Siamo accompagnati dalle meravigliose lastronate SE di cima dei Preti che culminano nell’aggettante e anelata Cresta dei Triestini. La valle è lunghissima e si snoda per diversi chilometri; ci imbattiamo in sorgenti e torrenti, salti e cascatelle immerse in una faggeta stupenda, flagellata dai venti di Vaia nel 2018, ormai un ricordo. 

Con l’aumentare della quota i faggi lasciano spazio ai mughi, il sentiero a una grava ripida, instabile e faticosa; il vento da Sud Ovest aumenta, le nuvole in alto corrono veloci e comincia a formarsi qualche cumulo qui e là.

Giungiamo finalmente a forcella Spè (quota 2096 mslm), sferzati dal vento,  baciati dal sole. Cima Spè, a Ovest, chiama. Non ci sono abbastanza tempo, gambe e volontà, nonostante sembri di toccarla con un dito: solo qualche centinaio di metri di dislivello ci separa da essa; ma è sempre bene avere dei buoni motivi per tornare. Ci accontentiamo della splendida vista a Nord con vista sul Rifugio Tita Barba, appollaiato sul versante Cadorino.

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Dalla forcella il decollo è possibile, ma il vento è sostenuto e il rientro non è di certo garantito: probabilmente non lo sarebbe anche con l’attrezzatura da cross. In condizioni adeguate varrebbe la pena considerare un decollo dai bei prati sottostanti la cima, ben evidenti anche dalla forcella.

Si continua, quindi, verso il bivacco Gervasutti, dove ci aspettiamo di trovare uno spot per spiccare il volo in condizioni meno proibitive. 

 

Il sentiero che riporta verso la Cimoliana si dirige verso Sud; scollinato il versante, ci si para dinanzi uno spettacolo meraviglioso: il Cadin degli Elmi domina l’altopiano dove è situato il Bivacco Gervasutti, su una conca idilliaca, circondata da pareti aggettanti che racchiudono una dolcezza commovente.

Senza fretta, ci godiamo lo spettacolo in cui siamo immersi, che sarebbe davvero gretto liquidare in una frettolosa “preparazione al decollo”.

Il bivacco è del tipo “a latta”, rosso; sembra essere più frequentato da salamandre che da umani, come rilevato da un avviso lasciato sul tavolo: viste le condizioni della struttura si sconsiglia il pernottamento in caso di precipitazioni.

In decollo, appena davanti il bivacco, c’è giusto spazio per una vela alla volta: dopo una breve discesa i mughi riconquistano terreno; lo spazio non è enorme ma sufficiente.

Decolliamo attorno all’una, il vento è debole ma nella direzione giusta; all’imbocco della Cimoliana appoggiandosi ai pendii ripidi e mugosi il sole regala qualche termica e la tentazione di provare a risalire la valle è forte. Il vento aumenta decisamente di intensità e rimanendo a ridosso delle creste favorisce il galleggiamento in dinamica; senza perdere quota giungo all’imbocco della Val Montanaia: meraviglia. 

Tuffo al cuore e lacrimuccia…

Ma è meglio invertire la direzione: solo per affrontare il “traversino” dall’uscita della conca del Gervasutti perdo moltissima quota, l’efficienza è da paracadute. Atterriamo quindi sulla strada vicino a Pian Pagnon (grande prato come potenziale atterraggio comodo) che attraversa il greto del Cimoliana; non ci sono problemi ad atterrare visto il vento forte, nonostante negli strati bassi la turbolenza si senta bene e il vento sia forte e rafficato.

Ci godiamo il vento regalandoci qualche minuto di gonfiaggio; la macchina è a poco più di un chilometro e Stefano va a recuperarla. 

Ci aspettano delle ottime birre e dei manicaretti in osteria di Mezzo (Cimolais), ciliegina sulla torta di una giornata che ha soddisfatto le migliori aspettative… e ha saputo regalare quel gusto inedito che solo l’ignoto e l’avventura sanno lasciare, invitando a nuovi sogni per toccare di nuovo nuvole e guglie sospese… 

Foto di Susy, Daniele, Stefano e Matteo.

Matteo DEP

Di Sogni, Nuvole e Guglie: Un Viaggio al Bivacco Gervasutti - Dolomiti Friulane

Difficoltà decollo H&F

Difficolta' 2
Legenda difficoltà »

Possibili decolli

Forcella Spè: terreno di ghiaino fine, pendenza buona, spazio più che sufficiente per dispiegare una vela. Esposizione O-SO. Difficoltà decollo 2-.

Prati sotto cima Spè: terreno prevalentemente erboso, da esplorare, vedi foto. Esposizione SO.

Bivacco Gervasutti: terreno erboso, spazio per una vela. Corsa sufficiente ma al limite per decollo fronte vento – pena schianto su mughi 🙂 -. Esposizione S. Difficoltà 2.

Possibili atterraggi

Parcheggio Pian Fontana: sufficientemente lungo ma stretto; facile lo smaltimento a Nord sopra al Cimoliana. Punto della valle stretto, non consigliatissimo.

Torrente Cimoliana: a piacere.

Prati di Pian Pagnon: la scelta più sana, cence là a cirì gnot

NOTA BENE: il versante del decollo dal bivacco Gervasutti è diverso da quello che si seguirebbe decollando da Forcella Spè o zone limitrofe. Quest’ultimo è esposto nella Valle di Santa Maria, molto lunga e stretta: non è scontato riuscire a raggiungere la Val Cimoliana/il parcheggio.

Parcheggio

Pian Fontana, Val Cimoliana.

Quota minima: 959mt
Quota massima: 2096mt

Sentiero CAI 366 fino ad arrivare in Forcella Spè, poi 389 al Bivacco Gervasutti.

Circa 1100 D+, Difficoltà E – EE.

Per info su Cima Spè vedi qui:
https://landredaisalvadis.altervista.org/cima-spe-2314m-via-normale-dopo-un-lungo-anello/

 

Coordinate decollo: 46.3816, 12.4475
Coordinate atterraggio: 46.3621, 12.4700

A proposito delle informazioni tecniche di questo articolo.. leggi il disclaimer!

One thought on “Di Sogni, Nuvole e Guglie: Un Viaggio al Bivacco Gervasutti – Dolomiti Friulane”

  1. Che dire, come sempre lo (da me) sconosciuto est attira tanto….con molta riverenza x questi ambienti così severi, che sapete descrivere in modo irresistibile…… chissà, un giorno magari un hf ci scapperà, complimenti!!!
    Roberto

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