Riccardo mi dice di scegliere uno di questi percorsi per una uscita sul Raut. A dire il vero la mia intenzione era quella di partire da Maniago e su fino alla cima, ma so che è meglio seguire le idee di Riccardo che sono sempre “particolari” e alla fine le migliori per divertirci in montagna. Già, divertirsi in montagna può avere diversi significati e per me è la ricerca di nuovi percorsi un po’ diversi dai soliti che ormai ho già camminato in passato. Comunque sia, da vero coniglio, scelgo la più semplice delle quattro salite proposte da Riccardo e comunque si tratta di un 1.500D+ per vie dirette, ma comunque tracciate più che bene.
Alle 8:30 siamo a Pian delle Merie vicino a Poffabro e parcheggiamo l’auto nei pressi del Santuario della Beata Vergine della Salute. Il sentiero è davvero semplice anche se ripido e in poco tempo ci alziamo di quota. Lungo il percorso incrociamo un paio di piccoli gruppi di mufloni che pascolano a quota 1.500 metri su degli stupendi prati di alta quota. La giornata è davvero bella e molte cime delle montagne vicine emergono come isole sul mare di nuvole create da uno spesso strato di inversione che copre tutta la pianura friulana. Un vero spettacolo!
















Arriviamo a Forcella Capra e qui troviamo un po’ di neve, ma nulla di che e procediamo senza alcun problema. In questa tratta finale che è in comune con la via normale, quella che parte da Forcella di Pala Barzana, incontriamo altri 3 camminatori di cui un camminatore davvero esperto per la sua grande passione per la montagna e per le tante primavere viste finora. Sono molto felice di incontrarlo e ci scambiamo qualche minuto di chiacchere prima di salutarci. Anche Riccardo è molto felice e lo spettacolo della cima è grandioso. Il vento sembra ottimo per un decollo dal versante nord e così farò. Poi black-out!













Già, proprio un black-out cerebrale che mi porta a fare tanti, ma tanti errori che potevano costarmi molto caro. A volte, per non dire spessissimo, serve più il c… che la testa ed infatti il mio volo finisce non su di un bel prato, ma appeso ad un gruppo di noccioli sul Monte Jouf di Maniago. Per fortuna senza nessuna conseguenza. Faccio un elenco degli errori commessi.
- Sapevo che lo strato nuvoloso generato dall’inversione termica finiva a quota 750-00 metri e non ho deciso da subito per un atterraggio ad Andreis che era ben visibile dal decollo e sapevo anche dove si trova l’atterraggio, anche se non lo avevo mai utilizzato.
- In decollo ho modificato le impostazioni della APP che uso come strumento di volo ed ho tolto per errore una utile linea che utilizzo per mantenere la rotta in caso di scarsa visibilità.
- In decollo ho confuso il Monte Fara con lo Jouf di Maniago e questo mi ha fatto sbagliare la valutazione sullo spessore dello strato di nubi davanti al Raut (oltre 300 metri e non solo 50 metri come pensavo).
- In volo ho subito capito l’errore precedente e al posto di andare ad atterrare ad Andreis (libero da nubi) ho insistito a voler atterrare a Maniago.
- Invece di portarmi in punto lontano da pendii, ho puntato la cima dello Jouf di Maniago.
- In volo perdevo tempo a cercare di sistemare la APP di navigazione al posto di concentrarmi sul volo e sulle scelte che stavo facendo.
- Mi sono sopravvalutato e pensavo che sarei riuscito a mantenere la rotta anche in nube.
Dopo questo lungo (e noiso) “mea culpa” ecco cosa è accaduto. Decollo dal versante nord del Raut molto bene, viro verso destra e in pochi secondi mi porto nel versante sud del Raut. Mi accorgo che sto andando verso Montereale e non verso Maniago e capisco di aver confuso il Fara con lo Jouf di Maniago per cui lo strato di nuvole è molto più spesso di quanto avevo previsto. Viro verso lo Jouf di Maniago. Entro in nube e dopo poche decine di secondi perdo totalmente l’orientamento. Aumenta il vento sul viso e mi rendo conto di virare troppo velocemente. Sono quasi in vite. Rallento, alberi, botto, non mi faccio assolutamente nulla. Sono a solo 3 metri di altezza dal suolo, avviso che sto bene e non mi serve aiuto e quindi scendo a terra senza problemi.
Per scaricare un po’ di tensione, cammino fino a Maniago e oltre. Mi trovo con Riccardo ed insieme risaliamo sullo Jouf e tiriamo giù la vela dagli alberi. Il giorno dopo mi accorgo che neppure la vela ha subito danni. L’unico ferito è il mio orgoglio!




Black-out dal Monte Raut
Difficoltà decollo H&FPossibili decolliCima Monte Raut con vento da nord o nullo. Piccolo prato fra Forcella Capra e Cima Raut con vento da sud.
Possibili atterraggiDalla cima si possono raggiungere i prati fra Meduno, Maniago e Montereale. Ce ne sono tantissimi. Presente anche un atterraggio ad Andreis fra il paese e la strada SR 251 sulla sponda sinistra del torrente Alba.
ParcheggioSantuario presso Pian delle Merie per il percorso proposto in questo articolo oppure a Pala Barzana se si sale per il sentiero CAI 967 (via normale).
Quota minima: 200mt
Quota massima: 2027mtSentiero CAI 967 partendo da Pala Barzana. Il percorso descritto in questa piccola relazione è il terzo percorso che trovate su questa pagina https://www.avventurosamente.it/xf/threads/monte-raut-per-vie-traverse.58774/
Coordinate decollo: 46.2201, 12.6526
Coordinate atterraggio: 46.1570, 12.6889A proposito delle informazioni tecniche di questo articolo.. leggi il disclaimer!


Molto utili questi report di……Ca….te, la faccenda di perdere tempo con lo strumento anziché drizzare le antenne è capitata anche a me , ti capisco, in ogni caso grazie della condivisione e buon hike fly futuri!
Gli strumenti elettronici per la navigazione in nube non funzionano come si crede (provato in marcia militare in nebbia sul ghiacciaio della Presanella). Solo una bussola nautica può essere d’aiuto. Fare tesoro della brutta avventura di Paolo fortunatamente finita bene!