Tutto qui, per il resto ci ha pensato la natura

Una giornata speciale al cospetto del Campanile di Val Montanaia

Ma allora è vero: questo davanti a me è il Campanile e la valle così stretta e tortuosa che mi scivola sotto è proprio la Val Montanaia. Strano, aspetti per tanto tempo il momento giusto per fare un volo speciale e poi quando è il momento sei talmente concentrato che non ti accorgi nemmeno di quello che stai provando.
Questa volta no, mi sono imposto di rimanere concentrato con la mente ma con lo sguardo invece non voglio perdermi nulla di questo fantastico ambiente alpino così saturo di colori autunnali.
Tutto inizia pochi giorni prima quando, approfittando delle belle giornate d’autunno, Marco ed io decidiamo di organizzare una camminata con volo. Marco lancia subito l’idea del Campanile, idea che ogni anno, da tanti anni, cerchiamo di portare a termine ma poi per mille motivi non riusciamo mai a concretizzare.
Al momento dico di sì, ma non ci credo tanto, conosco molto bene la vallata e le possibilità di volarci dentro, o meglio dentro dentro dentro , non sono molto alte a causa dei possibili venti dominanti che si scontrano sulle creste che circondano l’anfiteatro della valle superiore creando poi zone turbolente.
Inizio a guardare il meteo e i windgram e sembra invece che tutto sia favorevole. Ne parlo con Raul e dopo un po’ d’indecisione estendo a tutto il gruppo Whatsapp “Camminare e Volare” l’idea del Campanile.
Seguono alcuni giorni dove ci interroghiamo se andare o rinunciare, ci studiamo anche un piano B, non si sa mai.
Arriva la sera prima, siamo in sette, determinati e desiderosi di passare una bella giornata insieme: ok, si va.
Dopo un caffè in centro a Cimolais, risaliamo lentamente con due auto la Val Cimoliana fino al parcheggio del rifugio Pordenone. Marco ed io ci incamminiamo velocemente fino ad un prato li vicino per piantare un palo con una strisciolina di tessuto come indicatore del vento; anche se attorniato da alberi piuttosto alti, il prato ci sembra un ottimo atterraggio ed in breve terminiamo il nostro lavoro e torniamo al parcheggio.
Una parte del gruppo ha già iniziato la salita, noi li seguiamo lungo i primi risalti ghiaiosi, poco sotto il rifugio Pordenone. La giornata è luminosa e fresca, si cammina bene, il ritmo si fa subito costante.
Il dislivello non è elevato, sono solo 900 metri ma si sviluppano in un ambiente severo, fatto di ghiaioni e di qualche salto roccioso. La valle è così stretta che siamo costantemente all’ombra e l’unico panorama che riusciamo ad ammirare è verso la Val Cimoliana sotto di noi.
Ognuno, seguendo il proprio ritmo, sale nel silenzio della valle. Non si sentono voci, animali, vento, non si percepisce alcun rumore e questo rende tutto più magico. Man mano che ci avviciniamo al Campanile i colori diventano più luminosi e finalmente usciamo dall’ombra per farci avvolgere da un tepore di un sole ancora un po’ offuscato da alcune nuvole passeggere.
Il primo venticello da nord arriva veloce e fresco, poche raffiche bastano per riportarci alla realtà e alla non remota possibilità di tornarcene indietro a piedi; è un rischio che sappiamo di correre, sempre.
Il bivacco Perugini è lì, di fronte a noi: siamo arrivati e come d’incanto si apre uno dei più bei anfiteatri naturali che la natura ci possa regalare, un susseguirsi di creste tutt’intorno con al centro il Campanile.

Quante volte sono stato quassù ? e perché ogni volta che mi siedo qui al cospetto del Campanile mi sorprendo ad ammirare ciò che ho attorno con lo stesso sguardo di meraviglia come se fosse la prima volta? Stessa domanda retorica con la solita risposta retorica : provare per credere !
Un po’ alla volta arriviamo tutti ed oltre a noi altri escursionisti stanno raggiungendo il bivacco; con una giornata così bella siamo in tanti che abbiamo scelto questa meta. Ci sediamo vicino al bivacco, mangiamo qualcosa e facciamo qualche foto. Il vento arriva ancora dalla forcella Montanaia alle nostre spalle, ma questo non ci preoccupa perché un po’ alla volta il sole ruoterà verso sud e illuminerà completamente la valle per creare un minimo di brezza.
Dopo circa un’ora la brezza risale la valle e noi iniziamo ad estrarre le nostre vele dalle sacche.
Il rituale è sempre quello, lento e preciso. Il decollo è ampio e sicuro ma la valle è piccola ed è meglio fare le cose per bene. Alcune decine di escursionisti si avvicinano e ci osservano un po’ invidiosi sia perché ritorneremo a valle senza fatica, sia perché voleremo in un ambiente semplicemente magico.
Ognuno è concentrato, un po’ chiuso nel suo mondo fatto di cordini, casco, guanti, brezza.

Alcuni sono pronti, altri sono ancora indaffarati a prepararsi; è il momento, li avviso che sto partendo. Guardo la vela, il vento è perfetto, osservo il Campanile e in una frazione di secondo mi rendo conto che è tutto vero, che il decollo non è quello classico di Castaldia ma è proprio quello atteso da anni.
Mi divido in due e cerco di farlo bene: da una parte mi concentro per non fare errori e dall’altra cerco di spaziare lo sguardo e di vivere intensamente questo momento.
Alzo la vela, i movimenti sono automatici, non devo fare nulla, è compito del mio subconscio fare quei piccoli movimenti di correzione per rendere il decollo perfetto.
Pochi passi e sono nel blu.

Il Campanile scorre veloce alla mia destra, lo aggiro e mi posiziono subito davanti, al sole.
La parete sud è piena di alpinisti, conto almeno tre cordate, tutte variopinte.
Faccio un altro 360 perché voglio rivedere e memorizzare questo spettacolo verticale fatto di roccia calcarea. La prospettiva è incredibile e verrebbe voglia di rimanere lì ancora un po’ ma purtroppo è tempo di uscire da questo imbuto.

Una volta lasciata la Val Montanaia ed entrato in Val Cimoliana, mi giro per ammirare un ultima volta il Campanile per poi sparire dietro il costone, proprio sopra al rifugio Pordenone.
In prossimità del rifugio io e Raul, che nel frattempo era uscito dalla valle, troviamo deboli ascendenze. Ci incrociamo sperando che arrivi qualcosa di più che una debole dinamica ma purtroppo non c’è nulla da fare e lentamente andiamo ad atterrare.
Il vento in atterraggio è incostante, gli alberi alti fanno il resto ma per fortuna tutto fila liscio e tutti atterriamo senza problemi. Ci stringiamo la mano consapevoli che questa non è stata una semplice planata e che andrà ricordata a lungo.
Pieghiamo le nostre vele con calma, quasi con il desiderio che non finisca mai questa giornata così speciale.
Ed infatti, una volta riempiti gli zaini, ci apprestiamo per un’altra salita breve ma comunque impegnativa verso il rifugio Pordenone, questa volta non per decollare ma per brindare e festeggiare con una buona birra.
E’ pomeriggio inoltrato e questa volta è proprio ora di ritornare alle nostre auto. Ci salutiamo congratulandoci reciprocamente e ci promettiamo di scambiarci foto e filmati anche se in cuor nostro sappiamo benissimo che nessuna fotografia e filmato riuscirà a dare l’emozione che abbiamo provato nel volare fianco a fianco al Campanile di Val Montanaia.
Mentre saluto ancora una volta Mirco, Carlo, Raul, Luigi, Marco e Andrea ringraziandoli per la splendida giornata, mi scorrono velocemente le immagini di quello che è stato tutto sommato un semplice e facile volo alpino , reso disponibile da una meteo impeccabile e da un pizzico di esperienza e caparbietà che in questa disciplina non guastano mai.
Tutto qui, per il resto ci ha pensato la natura.

foto di Mirco

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Guido Gubitta

Hike & Fly Val Montanaia

Possibili decolli

I prati sotto il bivacco Perugini

Possibili atterraggi

Nei pressi di casera Meluzzo

Parcheggio

Parcheggi ai piedi del rifugio Pordenone

Quota minima: 1163mt
Quota massima: 2060mt

CAI 353

Coordinate decollo: 46.3973, 12.4821
Coordinate atterraggio: 46.3790, 12.4917

A proposito delle informazioni tecniche di questo articolo.. leggi il disclaimer!

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